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Sulla strada delle icone americane

A partire da 3.855 € /persona
A partire da
3.855 €
Elodie
Roadtrip proposto da Elodie
Esperta di viaggi in moto negli Stati Uniti – con base a Québec

Attraversate gli Stati Uniti lungo la mitica Route 66, tra paesaggi spettacolari, cultura americana ed esperienze iconiche.

Partite alla conquista di una delle strade più leggendarie del mondo. Da Chicago a Santa Monica, questo road trip di 17 giorni vi conduce sulle tracce della mitica Route 66, attraversando le grandi pianure del Midwest, le terre dei nativi americani del New Mexico, gli spettacolari paesaggi dell’Arizona e i deserti della California. Tra città iconiche, motel rétro, insegne storiche al neon, il Grand Canyon, Las Vegas e l’Oceano Pacifico, vivrete un’immersione unica nell’America delle leggende, della libertà e degli spazi sconfinati.
Lo adorerai
  • Check iconPercorrete i luoghi più iconici della Mother Road
  • Check iconMusei, siti storici e cultura americana in ogni tappa
  • Check iconUna selezione dei motel e degli indirizzi più leggendari della Route 66
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Roadtrip proposto da
Elodie
Esperta di viaggi in moto negli Stati Uniti – con base a Québec
Scopri il nostro esperto

Programma giorno per giorno

Giorno 1

Arrivo a Chicago

La vostra avventura inizia con l’arrivo all’aeroporto internazionale di Chicago O’Hare (ORD), uno dei principali hub aeroportuali degli Stati Uniti. Fin dai primi istanti si percepisce l’energia unica di questa città, luogo di nascita della leggendaria Route 66. Dopo il trasferimento in hotel, vi immergerete per la prima volta nell’atmosfera urbana di Chicago. Il quartiere del Loop è un vero museo a cielo aperto: grattacieli pionieristici, linee ferroviarie sopraelevate, facciate Art Déco e capolavori della celebre Scuola di Chicago si susseguono ad ogni angolo. Il vostro hotel si trova proprio nel cuore di questo quartiere simbolico. Non è una scelta casuale: è qui che ha avuto origine la Route 66, dove l’America industriale, l’architettura moderna e la cultura popolare si sono intrecciate dando vita a uno dei più grandi miti della strada. Nel tardo pomeriggio, raggiungete un punto panoramico per ammirare la città dall’alto. Il sole cala lentamente sul Lago Michigan e i riflessi dorati illuminano le torri di vetro e acciaio. È il momento in cui si comprende che questo viaggio sarà molto più di un semplice road trip: sarà una vera traversata della storia americana. Serata libera e meritato riposo. Mentre il corpo si adatta al fuso orario, la mente inizia già a immaginare le avventure dei giorni successivi. Domani non si guiderà ancora… ma il racconto è già iniziato.
Giorno 2

Chicago

Questa mattina parteciperete a una visita guidata a piedi nel Loop accompagnati da un espatriato francofono che vive a Chicago da molti anni. Conosce la città in ogni dettaglio: i suoi segreti, le sue contraddizioni e soprattutto le storie che non si trovano nelle guide turistiche. Passeggiando tra le strade del centro, comprenderete perché la Route 66 è nata proprio qui: Chicago rappresentava il punto di incontro ideale tra l’America industriale e i vasti territori dell’Ovest. A fine mattinata raggiungerete il celebre cartello “Begin Historic Route 66”, all’angolo tra Adams Street e Michigan Avenue. La foto di rito non è un semplice ricordo, ma il simbolico atto di partenza della vostra avventura. Per pranzo vi fermerete da Lou Mitchell’s, una vera istituzione aperta dal 1923. Ben prima dell’inaugurazione ufficiale della Route 66, i viaggiatori vi si fermavano già per rifocillarsi prima di partire verso ovest. Ancora oggi, mangiare qui è uno dei rituali più autentici della Mother Road. Il pomeriggio è libero: potrete dedicarvi allo shopping vintage, visitare musei, passeggiare per la città o semplicemente osservare la vita urbana. Chicago si apprezza davvero quando la si vive senza fretta. In serata, immersione nell’anima musicale della città con una visita a uno storico jazz club, erede della grande tradizione afroamericana di Chicago. La giornata si conclude con la degustazione della celebre deep-dish pizza, ricca e generosa, proprio come l’America. Questa giornata rappresenta una transizione: domani le moto entreranno finalmente in scena, la città lascerà il posto alla strada e la Route 66 inizierà davvero.
Giorno 3

Chicago - Springfield

Partenza di buon mattino dal Loop per raggiungere il punto di noleggio e prendere possesso della vostra moto (o SUV). È un momento simbolico: la città densa e verticale lascia gradualmente spazio a un’America più aperta, ampia e accessibile. La prima sosta è a Wilmington, davanti al celebre Gemini Giant. Questa gigantesca figura in fibra di vetro è una delle iconiche attrazioni stradali degli anni ’50, create per attirare i viaggiatori lungo la Route 66. Rappresenta perfettamente lo spirito commerciale e spensierato della Mother Road. A Joliet vi fermerete davanti all’ex penitenziario reso famoso dal film The Blues Brothers, prima di ammirare il Rialto Square Theatre, inaugurato nel 1926 e simbolo dell’età d’oro dello spettacolo americano. Il viaggio prosegue poi verso Pontiac, meta imperdibile per gli appassionati di automobili e cultura della strada. La Route 66 Hall of Fame, i giganteschi murales e il museo cittadino raccontano il mito della strada americana a cielo aperto. Nel tardo pomeriggio raggiungerete Litchfield e il suo storico Skyview Drive-In, cinema all’aperto attivo dal 1950. Anche senza assistere a una proiezione, il luogo evoca un’epoca in cui l’automobile era il fulcro della vita americana. Arrivo in serata a Springfield e pernottamento. Possibilità di cena da Obed & Isaac’s oppure al celebre Cozy Dog Drive-In, noto per aver reso famoso il classico corn dog americano.
350 km
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Giorno 4

Springfield - Saint Louis

Prima di lasciare Springfield, vale la pena ricordare un dettaglio importante: qui visse Abraham Lincoln. Lungo la Route 66, la grande storia americana non è mai lontana. Uscendo dalla città, percorrete la Illinois Brick Road, uno dei rarissimi tratti originali della Route 66 ancora pavimentati con i mattoni storici dell’epoca. La guida diventa un’esperienza concreta e autentica, con una superficie irregolare che riporta direttamente alle origini della Mother Road. Consigliamo una sosta a Cuba, nel Missouri, soprannominata la “Route 66 Mural City”. Questa piccola città ospita quattordici murales all’aperto che raccontano episodi della storia locale e nazionale. Dopo una pausa a Carlinville, entrerete progressivamente nell’area metropolitana di St. Louis. Il paesaggio diventa più urbano e industriale, segnato dalla presenza del maestoso fiume Mississippi. All’arrivo, potrete esplorare il centro città a piedi. Il Gateway Arch domina l’orizzonte e rappresenta il simbolo dell’espansione americana verso l’Ovest, ancora più della stessa Route 66. Anche l’imponente complesso sportivo nel cuore della città merita una visita. In serata, tappa obbligata da Ted Drewes Frozen Custard, vera istituzione locale dal 1929, celebre per i suoi iconici dessert ghiacciati.
180 km
Giorno 5

Saint-Louis - Joplin

Lasciando St. Louis alle spalle, la Route 66 si allontana progressivamente dalle grandi infrastrutture per ritrovare una dimensione più autentica e umana. I chilometri scorrono attraverso una successione di piccole città e paesaggi agricoli tipici del Midwest americano. È qui che si comprende come la Route 66 non sia soltanto una strada leggendaria, ma sia stata per decenni una vera arteria di vita quotidiana percorsa da famiglie, lavoratori e viaggiatori di ogni genere. L’arrivo a Joplin segna una tappa particolarmente interessante. La città ha saputo conservare e valorizzare il proprio patrimonio legato alla Route 66, soprattutto attraverso murales e insegne al neon restaurate. Una passeggiata libera lungo il Route 66 Mural & Neon Photo Tour permette di scoprire la storia locale, gli anni d’oro della Mother Road e la sua rinascita contemporanea. È consigliata una sosta al Joplin Avenue Coffee, un caffè indipendente dall’atmosfera moderna, apprezzato sia dagli abitanti sia dai viaggiatori di passaggio. È il luogo ideale per osservare la vita locale e percepire il ritmo della città. La serata è libera e offre il tempo di esplorare il centro cittadino o semplicemente di rilassarsi dopo una giornata trascorsa sulla stra
450 km
Giorno 6

Joplin - Tulsa

L’ingresso in Oklahoma avviene in modo graduale. I paesaggi si aprono, le strade rettilinee si allungano e iniziano ad apparire i grandi spazi del cuore degli Stati Uniti. Tulsa rappresenta una tappa fondamentale per comprendere l’impatto culturale della Route 66. Uno dei momenti più significativi della giornata è la visita al Woody Guthrie Center. Woody Guthrie, figura centrale della musica folk americana, diede voce con le sue canzoni ai migranti dell’epoca del Dust Bowl, molti dei quali percorsero la Route 66 per sfuggire alla povertà e alla siccità. Il museo crea un forte legame tra musica, storia sociale e strada, offrendo una nuova profondità al viaggio. Nel tardo pomeriggio si raggiunge la 11th Street, il tracciato storico della Route 66 a Tulsa. Insegne al neon, vecchi motel e diner d’epoca raccontano un periodo in cui la strada era un continuo luogo di incontro e passaggio. Per la cena consigliamo il Mother Road Market, una moderna food hall che reinterpreta lo spirito della Route 66 attraverso una proposta gastronomica varia e creativa. Per chi lo desidera, la serata può proseguire in uno dei locali della città con musica dal vivo, tra atmosfere country, rockabilly e autentico spirito americano.
200 km
Giorno 7

Tulsa - Clinton

La strada tra Tulsa e Clinton permette di comprendere appieno l’importanza della Route 66 nello sviluppo dell’Oklahoma. I paesaggi rimangono ampi e aperti, punteggiati da piccole città che devono gran parte della loro esistenza alla Mother Road. A Clinton si trova l’Oklahoma Route 66 Museum, una tappa imprescindibile per chi desidera scoprire il vero mito americano. Attraverso allestimenti immersivi, veicoli d’epoca, oggetti della vita quotidiana e numerosi archivi fotografici e audiovisivi, il museo racconta l’intera storia della Route 66. Qui si comprende come questa strada sia passata dall’essere un semplice asse di trasporto a diventare un simbolo culturale conosciuto in tutto il mondo. Il resto della giornata è volutamente più tranquillo, lasciando il tempo di assimilare le esperienze vissute nei giorni precedenti e di godersi l’atmosfera autenticamente stradale della città. Pernottamento in un motel dal carattere tipicamente Route 66, perfettamente in sintonia con lo spirito del viaggio.
330 km
Giorno 8

Clinton - Amarillo

Lasciando l’Oklahoma alle spalle, il paesaggio si apre ancora di più. L’ingresso in Texas si percepisce immediatamente grazie all’immensità degli spazi e alle lunghe strade rettilinee che sembrano non avere fine. Una tappa imperdibile è il Cadillac Ranch, celebre installazione artistica composta da una fila di Cadillac semisepolte nel terreno e rivolte verso il cielo. Realizzata nel 1974, l’opera è stata concepita per evolversi nel tempo, permettendo a ogni visitatore di lasciare il proprio segno sulle carrozzerie colorate. Pochi luoghi rappresentano così bene lo spirito libero e partecipativo della Route 66. Ad Amarillo, sistemazione al Big Texan Motel, una struttura volutamente kitsch e divertente che celebra senza complessi l’immaginario del Far West. Accanto si trova il celebre Big Texan Steak Ranch, famoso per la sfida della bistecca da 72 once. Anche senza partecipare, assistere ai tentativi dei concorrenti fa parte dello spettacolo e dell’esperienza americana.
280 km
Giorno 9

Amarillo - Santa Fe

La strada lascia gradualmente le grandi pianure per entrare in un paesaggio sempre più minerale e desertico. I colori cambiano, la luce diventa più secca e intensa, annunciando l’arrivo nel New Mexico. L’ingresso a Santa Fe segna un netto cambiamento di atmosfera. Considerata una delle città più antiche degli Stati Uniti, Santa Fe si distingue per la sua caratteristica architettura in adobe e per il forte legame con le culture native americane e ispano-americane. La giornata è dedicata alla scoperta del centro storico, passeggiando senza fretta tra gallerie d’arte dedicate alle culture indigene, chiese storiche e tranquille viuzze ricche di fascino. Al tramonto, le colline circostanti offrono uno dei panorami più suggestivi del viaggio, incarnando perfettamente il mito del Sud-Ovest americano. Per la cena è possibile fermarsi all’Upper Crust Pizza, ospitato in un edificio tradizionale in stile locale. Pernottamento in una città che rappresenta in modo autentico l’immaginario e l’anima del Southwest americano.
440 km
Giorno 10

Santa Fe - Albuquerque

La tappa tra Santa Fe e Albuquerque è piuttosto breve. Piuttosto che seguire il percorso più diretto, consigliamo di percorrere la Turquoise Trail National Scenic Byway, una strada panoramica riconosciuta per il suo valore paesaggistico e culturale. Questo antico collegamento attraversa colline, altipiani e piccole comunità minerarie, offrendo una visione più autentica e intima del New Mexico. Lungo il percorso si incontrano i villaggi di Madrid e Cerrillos, antichi centri minerari oggi trasformati in vivaci comunità artistiche con gallerie, caffè e edifici storici perfettamente conservati. L’ingresso ad Albuquerque avviene percorrendo Central Avenue, il tracciato storico della Route 66 all’interno della città. Albuquerque conserva ancora numerose testimonianze di quell’epoca: insegne al neon restaurate, vecchi motel, bar e birrifici artigianali. Chi lo desidera può seguire i luoghi resi celebri dalla serie Breaking Bad, girata proprio qui, ma il vero piacere consiste nel passeggiare liberamente e lasciarsi guidare dall’atmosfera della città. Dedicate del tempo alla scoperta della Old Town, il quartiere storico caratterizzato da edifici in adobe e dall’inconfondibile fascino del Sud-Ovest americano. La serata si vive a piedi, a stretto contatto con la vita locale. Consigliata una sosta all’El Vado Tap Room, microbirrificio ospitato in un iconico motel restaurato della Route 66, uno dei migliori luoghi della città per gustare una birra artigianale locale.
120 km
Giorno 11

Albuquerque - Gallup

La strada attraversa vasti altipiani desertici in direzione di Acoma Pueblo, uno dei più antichi insediamenti abitati ininterrottamente del Nord America, spettacolarmente arroccato sulla sommità di una mesa. Il paesaggio diventa progressivamente più austero e minerale, caratterizzato da grandi spazi aperti e formazioni rocciose imponenti. Lungo il percorso è consigliata una sosta a Grants, conosciuta come la porta d’accesso ai monumenti nazionali di El Malpais ed El Morro, dove campi di lava, paesaggi vulcanici e spettacolari formazioni di arenaria contrastano nettamente con le pianure attraversate nei giorni precedenti. Per il pranzo, il Surf Shack Pizza offre un’atmosfera autentica circondata da insegne al neon d’epoca che richiamano gli anni d’oro della Route 66. A Gallup, la visita al Gallup Cultural Center permette di comprendere meglio il ruolo della città come crocevia culturale del Sud-Ovest americano. Ospitato in un’antica stazione ferroviaria, il centro valorizza la storia e le tradizioni dei popoli Navajo, Zuni e Hopi, ancora oggi profondamente radicati in questa regione. Attraverso esposizioni di oggetti tradizionali, opere contemporanee e documenti storici, viene raccontata una storia di trasmissione culturale, identità e legame con il territorio. Il museo approfondisce inoltre il rapporto complesso tra la Route 66 e le comunità native americane, tra opportunità economiche e trasformazioni culturali. Questa tappa aggiunge una dimensione umana e storica fondamentale al viaggio prima di proseguire verso ovest. Il pernottamento avviene in un antico luogo di riprese hollywoodiane. La hall dell’hotel, decorata con fotografie di celebri attori e attrici, ricorda l’epoca in cui il cinema sceglieva questi paesaggi straordinari come scenografie naturali.
220 km
Giorno 12

Gallup - Williams

Lasciando Gallup alle spalle, la Route 66 attraversa una regione in cui il paesaggio inizia a raccontare un’altra America. Una prima sosta consigliata è a Lupton, presso il celebre Yellowhorse Trading Post, luogo simbolico di incontro e scambio tra viaggiatori e comunità Navajo. Qui si possono trovare gioielli in turchese, artigianato locale e oggetti tradizionali, ma soprattutto si percepisce il profondo legame tra la strada e i popoli che vivono in queste terre da generazioni. La strada costeggia poi il Petrified Forest National Park prima di raggiungere Holbrook, una cittadina strettamente legata alla storia della Route 66, famosa per i suoi motel storici e per l’atmosfera autenticamente stradale che ancora oggi la caratterizza. A Winslow, tappa immancabile all’angolo di strada reso celebre dalla canzone Take It Easy degli Eagles, diventato nel tempo un simbolo culturale oltre che musicale. Il pomeriggio è dedicato al Grand Canyon, la cui scoperta avviene in modo graduale, aumentando l’attesa fino all’apparizione di uno dei panorami più spettacolari del pianeta. Al tramonto, la luce mette in risalto tutta la grandiosità del canyon, confermando perché questo luogo sia considerato uno dei simboli più potenti dell’immaginario del Far West americano. È inoltre possibile effettuare, in opzione, un volo panoramico in elicottero sopra il Grand Cany
350 km
Giorno 13

Williams - Kingman

La giornata inizia a Williams, l’ultima città lungo la Route 66 ad essere aggirata dall’Interstate Highway. Questo dettaglio spiega il forte legame che la città conserva ancora oggi con la Mother Road. La prima sosta consigliata è al Pete’s Gas Station Museum, una stazione di servizio degli anni Quaranta perfettamente conservata che ricorda il periodo in cui la Route 66 scandiva il ritmo della vita quotidiana. Il percorso prosegue poi verso Seligman, spesso considerata la culla della rinascita della Route 66. Fu qui che l’ex barbiere Angel Delgadillo guidò il movimento che contribuì a salvare la storica strada dall’oblio. Il suo negozio di barbiere è oggi una meta di pellegrinaggio per appassionati provenienti da tutto il mondo. Una pausa al Black Cat Café è fortemente consigliata. Questo storico locale, un tempo frequentato da cowboy, ferrovieri e camionisti, conserva ancora un’atmosfera autentica e senza tempo. Proseguendo verso Kingman, la Route 66 attraversa paesaggi sempre più aridi, caratterizzati da lunghi rettilinei e catene montuose che si stagliano all’orizzonte. All’arrivo, la visita al Powerhouse Route 66 Museum, ospitato in una vecchia centrale elettrica, permette di approfondire la storia della Route 66 in Arizona. Per chi lo desidera, è possibile effettuare una deviazione verso Oatman, antica città mineraria oggi celebre per i suoi asini selvatici che passeggiano liberamente lungo la strada principale, ricordando l’epoca della corsa all’oro.
185 km
Giorno 14

Kingman - Las Vegas

Lasciando Kingman alle spalle, la Route 66 si allontana progressivamente per lasciare spazio a una traversata desertica più diretta. I paesaggi diventano sempre più minerali e aridi, caratterizzati dal calore, dai lunghi rettilinei e da quelle atmosfere che hanno contribuito a costruire il mito del road trip americano. Questa tappa evidenzia il contrasto tra l’America rurale attraversata nei giorni precedenti e la destinazione odierna. Las Vegas appare improvvisamente all’orizzonte, come una vera rottura con l’universo della Route 66. La città incarna un altro mito americano: quello dell’eccesso, dell’intrattenimento e dell’illusione. All’arrivo, sistemazione al celebre Caesars Palace, simbolo mondiale di lusso, marmo e spettacolarità cinematografica, perfetta espressione della capacità di Las Vegas di creare mondi immaginari. In serata, è possibile partecipare, su richiesta, a un tour del Las Vegas Strip in limousine, immergendosi nello straordinario spettacolo di luci al neon, casinò iconici e scenografie spettacolari. Questa esperienza di circa due ore rappresenta l’essenza del lusso e dell’eccesso che hanno reso Las Vegas famosa in tutto il mondo, offrendo un autentico momento da “Myth Chaser”. Dopo diversi giorni trascorsi tra grandi spazi e paesaggi naturali, questa tappa rappresenta una parentesi volutamente contrastante prima di ritrovare, il giorno seguente, lo spirito autentico della Route 66.
170 km
Giorno 15

Las Vegas - Barstow

Lasciando Las Vegas alle spalle, la strada si allontana rapidamente dall’animazione urbana per entrare nel cuore del deserto del Mojave, uno dei paesaggi più iconici della Route 66. La prima sosta è ad Amboy, antico punto di ristoro divenuto celebre grazie al leggendario Roy’s Motel Café. La stazione di servizio, il motel e la sua iconica insegna al neon sono rimasti quasi immutati dagli anni Cinquanta e testimoniano l’importanza vitale di questi punti di sosta nel deserto americano. Il viaggio prosegue poi verso il famoso Bagdad Café, reso celebre dal cinema e diventato uno dei simboli più riconoscibili della Route 66 californiana. Isolato nel mezzo del deserto, questo luogo semplice e autentico incarna perfettamente l’immaginario della Mother Road. L’arrivo a Barstow segna la fine della traversata desertica. La visita al Route 66 Mother Road Museum, ospitato in un antico deposito ferroviario, permette di comprendere meglio la storia della strada e delle comunità che ha collegato nel corso dei decenni. In serata, una passeggiata tra le vie della città consente di andare alla ricerca delle ultime insegne al neon ancora accese, preziose testimonianze dell’età d’oro della Route 66.
250 km
Giorno 16

Barstow - Santa Monica

Questa giornata segna l’avvicinamento all’Oceano Pacifico e la conclusione ufficiale della Route 66. Lasciando Barstow alle spalle, il paesaggio cambia progressivamente: il deserto si attenua, le montagne si avvicinano e l’ambiente urbano diventa sempre più presente. Il percorso attraversa San Bernardino, considerata una delle porte d’accesso a Los Angeles. È qui che venne inaugurato il primo McDonald’s, simbolo dell’America moderna nata lungo le strade. Questa tappa permette di comprendere l’evoluzione che ha portato dai motel indipendenti e dai diner tradizionali all’era della grande distribuzione e del consumo di massa. L’arrivo a Santa Monica rappresenta uno dei momenti più emozionanti dell’intero viaggio. La foto sotto il celebre cartello “End of the Trail”, situato sul molo di Santa Monica, simboleggia il completamento della traversata da Chicago fino all’Oceano Pacifico. Il contrasto tra l’immensità dell’oceano e le migliaia di chilometri percorsi conferisce a questo istante un significato speciale. Dopo la restituzione delle moto, il resto della giornata è libero. Potrete scoprire Venice Beach, passeggiare lungo il celebre Sunset Boulevard oppure raggiungere il Griffith Observatory per ammirare la città dall’alto. Los Angeles si rivela così come una città di cinema, immagini e straordinari contrasti.
250 km
Giorno 17

Los Angeles

Oggi è il grande giorno: avete raggiunto l’apice del viaggio! L’ultima giornata a Los Angeles è completamente libera, senza chilometri da percorrere e senza vincoli di percorso. Per la colazione, potrete fermarvi da Cindy’s, un diner rétro aperto dal 1948 che permette di vivere l’atmosfera della Route 66 fino agli ultimi istanti del viaggio. Godetevi le vostre ultime ore in California oppure lasciate che organizziamo per voi una visita guidata finale a Beverly Hills, per immergervi ancora una volta nel fascino e nelle leggende di Los Angeles. Successivamente, trasferimento all’Aeroporto Internazionale di Los Angeles (LAX) per il volo di rientro in Europa. La Route 66 termina ufficialmente qui, ma i ricordi della Mother Road continueranno ad accompagnarvi ancora a lungo.

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Elodie
Roadtrip proposto da Elodie
Esperta di viaggi in moto negli Stati Uniti – con base a Québec

Tra il Nord America e l’Europa, Élodie crea viaggi d’eccezione lungo le strade leggendarie degli Stati Uniti. Specialista della Route 66, accompagna ogni viaggiatore nel trasformare il sogno americano in un’avventura autentica.

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Giorno 1
Arrivo a Chicago
La vostra avventura inizia con l’arrivo all’aeroporto internazionale di Chicago O’Hare (ORD), uno dei principali hub aeroportuali degli Stati Uniti. Fin dai primi istanti si percepisce l’energia unica di questa città, luogo di nascita della leggendaria Route 66. Dopo il trasferimento in hotel, vi immergerete per la prima volta nell’atmosfera urbana di Chicago. Il quartiere del Loop è un vero museo a cielo aperto: grattacieli pionieristici, linee ferroviarie sopraelevate, facciate Art Déco e capolavori della celebre Scuola di Chicago si susseguono ad ogni angolo. Il vostro hotel si trova proprio nel cuore di questo quartiere simbolico. Non è una scelta casuale: è qui che ha avuto origine la Route 66, dove l’America industriale, l’architettura moderna e la cultura popolare si sono intrecciate dando vita a uno dei più grandi miti della strada. Nel tardo pomeriggio, raggiungete un punto panoramico per ammirare la città dall’alto. Il sole cala lentamente sul Lago Michigan e i riflessi dorati illuminano le torri di vetro e acciaio. È il momento in cui si comprende che questo viaggio sarà molto più di un semplice road trip: sarà una vera traversata della storia americana. Serata libera e meritato riposo. Mentre il corpo si adatta al fuso orario, la mente inizia già a immaginare le avventure dei giorni successivi. Domani non si guiderà ancora… ma il racconto è già iniziato.
Giorno 2
Chicago
Questa mattina parteciperete a una visita guidata a piedi nel Loop accompagnati da un espatriato francofono che vive a Chicago da molti anni. Conosce la città in ogni dettaglio: i suoi segreti, le sue contraddizioni e soprattutto le storie che non si trovano nelle guide turistiche. Passeggiando tra le strade del centro, comprenderete perché la Route 66 è nata proprio qui: Chicago rappresentava il punto di incontro ideale tra l’America industriale e i vasti territori dell’Ovest. A fine mattinata raggiungerete il celebre cartello “Begin Historic Route 66”, all’angolo tra Adams Street e Michigan Avenue. La foto di rito non è un semplice ricordo, ma il simbolico atto di partenza della vostra avventura. Per pranzo vi fermerete da Lou Mitchell’s, una vera istituzione aperta dal 1923. Ben prima dell’inaugurazione ufficiale della Route 66, i viaggiatori vi si fermavano già per rifocillarsi prima di partire verso ovest. Ancora oggi, mangiare qui è uno dei rituali più autentici della Mother Road. Il pomeriggio è libero: potrete dedicarvi allo shopping vintage, visitare musei, passeggiare per la città o semplicemente osservare la vita urbana. Chicago si apprezza davvero quando la si vive senza fretta. In serata, immersione nell’anima musicale della città con una visita a uno storico jazz club, erede della grande tradizione afroamericana di Chicago. La giornata si conclude con la degustazione della celebre deep-dish pizza, ricca e generosa, proprio come l’America. Questa giornata rappresenta una transizione: domani le moto entreranno finalmente in scena, la città lascerà il posto alla strada e la Route 66 inizierà davvero.
Giorno 3
Chicago - Springfield
Partenza di buon mattino dal Loop per raggiungere il punto di noleggio e prendere possesso della vostra moto (o SUV). È un momento simbolico: la città densa e verticale lascia gradualmente spazio a un’America più aperta, ampia e accessibile. La prima sosta è a Wilmington, davanti al celebre Gemini Giant. Questa gigantesca figura in fibra di vetro è una delle iconiche attrazioni stradali degli anni ’50, create per attirare i viaggiatori lungo la Route 66. Rappresenta perfettamente lo spirito commerciale e spensierato della Mother Road. A Joliet vi fermerete davanti all’ex penitenziario reso famoso dal film The Blues Brothers, prima di ammirare il Rialto Square Theatre, inaugurato nel 1926 e simbolo dell’età d’oro dello spettacolo americano. Il viaggio prosegue poi verso Pontiac, meta imperdibile per gli appassionati di automobili e cultura della strada. La Route 66 Hall of Fame, i giganteschi murales e il museo cittadino raccontano il mito della strada americana a cielo aperto. Nel tardo pomeriggio raggiungerete Litchfield e il suo storico Skyview Drive-In, cinema all’aperto attivo dal 1950. Anche senza assistere a una proiezione, il luogo evoca un’epoca in cui l’automobile era il fulcro della vita americana. Arrivo in serata a Springfield e pernottamento. Possibilità di cena da Obed & Isaac’s oppure al celebre Cozy Dog Drive-In, noto per aver reso famoso il classico corn dog americano.
350 km
Giorno 4
Springfield - Saint Louis
Prima di lasciare Springfield, vale la pena ricordare un dettaglio importante: qui visse Abraham Lincoln. Lungo la Route 66, la grande storia americana non è mai lontana. Uscendo dalla città, percorrete la Illinois Brick Road, uno dei rarissimi tratti originali della Route 66 ancora pavimentati con i mattoni storici dell’epoca. La guida diventa un’esperienza concreta e autentica, con una superficie irregolare che riporta direttamente alle origini della Mother Road. Consigliamo una sosta a Cuba, nel Missouri, soprannominata la “Route 66 Mural City”. Questa piccola città ospita quattordici murales all’aperto che raccontano episodi della storia locale e nazionale. Dopo una pausa a Carlinville, entrerete progressivamente nell’area metropolitana di St. Louis. Il paesaggio diventa più urbano e industriale, segnato dalla presenza del maestoso fiume Mississippi. All’arrivo, potrete esplorare il centro città a piedi. Il Gateway Arch domina l’orizzonte e rappresenta il simbolo dell’espansione americana verso l’Ovest, ancora più della stessa Route 66. Anche l’imponente complesso sportivo nel cuore della città merita una visita. In serata, tappa obbligata da Ted Drewes Frozen Custard, vera istituzione locale dal 1929, celebre per i suoi iconici dessert ghiacciati.
180 km
Giorno 5
Saint-Louis - Joplin
Lasciando St. Louis alle spalle, la Route 66 si allontana progressivamente dalle grandi infrastrutture per ritrovare una dimensione più autentica e umana. I chilometri scorrono attraverso una successione di piccole città e paesaggi agricoli tipici del Midwest americano. È qui che si comprende come la Route 66 non sia soltanto una strada leggendaria, ma sia stata per decenni una vera arteria di vita quotidiana percorsa da famiglie, lavoratori e viaggiatori di ogni genere. L’arrivo a Joplin segna una tappa particolarmente interessante. La città ha saputo conservare e valorizzare il proprio patrimonio legato alla Route 66, soprattutto attraverso murales e insegne al neon restaurate. Una passeggiata libera lungo il Route 66 Mural & Neon Photo Tour permette di scoprire la storia locale, gli anni d’oro della Mother Road e la sua rinascita contemporanea. È consigliata una sosta al Joplin Avenue Coffee, un caffè indipendente dall’atmosfera moderna, apprezzato sia dagli abitanti sia dai viaggiatori di passaggio. È il luogo ideale per osservare la vita locale e percepire il ritmo della città. La serata è libera e offre il tempo di esplorare il centro cittadino o semplicemente di rilassarsi dopo una giornata trascorsa sulla stra
450 km
Giorno 6
Joplin - Tulsa
L’ingresso in Oklahoma avviene in modo graduale. I paesaggi si aprono, le strade rettilinee si allungano e iniziano ad apparire i grandi spazi del cuore degli Stati Uniti. Tulsa rappresenta una tappa fondamentale per comprendere l’impatto culturale della Route 66. Uno dei momenti più significativi della giornata è la visita al Woody Guthrie Center. Woody Guthrie, figura centrale della musica folk americana, diede voce con le sue canzoni ai migranti dell’epoca del Dust Bowl, molti dei quali percorsero la Route 66 per sfuggire alla povertà e alla siccità. Il museo crea un forte legame tra musica, storia sociale e strada, offrendo una nuova profondità al viaggio. Nel tardo pomeriggio si raggiunge la 11th Street, il tracciato storico della Route 66 a Tulsa. Insegne al neon, vecchi motel e diner d’epoca raccontano un periodo in cui la strada era un continuo luogo di incontro e passaggio. Per la cena consigliamo il Mother Road Market, una moderna food hall che reinterpreta lo spirito della Route 66 attraverso una proposta gastronomica varia e creativa. Per chi lo desidera, la serata può proseguire in uno dei locali della città con musica dal vivo, tra atmosfere country, rockabilly e autentico spirito americano.
200 km
Giorno 7
Tulsa - Clinton
La strada tra Tulsa e Clinton permette di comprendere appieno l’importanza della Route 66 nello sviluppo dell’Oklahoma. I paesaggi rimangono ampi e aperti, punteggiati da piccole città che devono gran parte della loro esistenza alla Mother Road. A Clinton si trova l’Oklahoma Route 66 Museum, una tappa imprescindibile per chi desidera scoprire il vero mito americano. Attraverso allestimenti immersivi, veicoli d’epoca, oggetti della vita quotidiana e numerosi archivi fotografici e audiovisivi, il museo racconta l’intera storia della Route 66. Qui si comprende come questa strada sia passata dall’essere un semplice asse di trasporto a diventare un simbolo culturale conosciuto in tutto il mondo. Il resto della giornata è volutamente più tranquillo, lasciando il tempo di assimilare le esperienze vissute nei giorni precedenti e di godersi l’atmosfera autenticamente stradale della città. Pernottamento in un motel dal carattere tipicamente Route 66, perfettamente in sintonia con lo spirito del viaggio.
330 km
Giorno 8
Clinton - Amarillo
Lasciando l’Oklahoma alle spalle, il paesaggio si apre ancora di più. L’ingresso in Texas si percepisce immediatamente grazie all’immensità degli spazi e alle lunghe strade rettilinee che sembrano non avere fine. Una tappa imperdibile è il Cadillac Ranch, celebre installazione artistica composta da una fila di Cadillac semisepolte nel terreno e rivolte verso il cielo. Realizzata nel 1974, l’opera è stata concepita per evolversi nel tempo, permettendo a ogni visitatore di lasciare il proprio segno sulle carrozzerie colorate. Pochi luoghi rappresentano così bene lo spirito libero e partecipativo della Route 66. Ad Amarillo, sistemazione al Big Texan Motel, una struttura volutamente kitsch e divertente che celebra senza complessi l’immaginario del Far West. Accanto si trova il celebre Big Texan Steak Ranch, famoso per la sfida della bistecca da 72 once. Anche senza partecipare, assistere ai tentativi dei concorrenti fa parte dello spettacolo e dell’esperienza americana.
280 km
Giorno 9
Amarillo - Santa Fe
La strada lascia gradualmente le grandi pianure per entrare in un paesaggio sempre più minerale e desertico. I colori cambiano, la luce diventa più secca e intensa, annunciando l’arrivo nel New Mexico. L’ingresso a Santa Fe segna un netto cambiamento di atmosfera. Considerata una delle città più antiche degli Stati Uniti, Santa Fe si distingue per la sua caratteristica architettura in adobe e per il forte legame con le culture native americane e ispano-americane. La giornata è dedicata alla scoperta del centro storico, passeggiando senza fretta tra gallerie d’arte dedicate alle culture indigene, chiese storiche e tranquille viuzze ricche di fascino. Al tramonto, le colline circostanti offrono uno dei panorami più suggestivi del viaggio, incarnando perfettamente il mito del Sud-Ovest americano. Per la cena è possibile fermarsi all’Upper Crust Pizza, ospitato in un edificio tradizionale in stile locale. Pernottamento in una città che rappresenta in modo autentico l’immaginario e l’anima del Southwest americano.
440 km
Giorno 10
Santa Fe - Albuquerque
La tappa tra Santa Fe e Albuquerque è piuttosto breve. Piuttosto che seguire il percorso più diretto, consigliamo di percorrere la Turquoise Trail National Scenic Byway, una strada panoramica riconosciuta per il suo valore paesaggistico e culturale. Questo antico collegamento attraversa colline, altipiani e piccole comunità minerarie, offrendo una visione più autentica e intima del New Mexico. Lungo il percorso si incontrano i villaggi di Madrid e Cerrillos, antichi centri minerari oggi trasformati in vivaci comunità artistiche con gallerie, caffè e edifici storici perfettamente conservati. L’ingresso ad Albuquerque avviene percorrendo Central Avenue, il tracciato storico della Route 66 all’interno della città. Albuquerque conserva ancora numerose testimonianze di quell’epoca: insegne al neon restaurate, vecchi motel, bar e birrifici artigianali. Chi lo desidera può seguire i luoghi resi celebri dalla serie Breaking Bad, girata proprio qui, ma il vero piacere consiste nel passeggiare liberamente e lasciarsi guidare dall’atmosfera della città. Dedicate del tempo alla scoperta della Old Town, il quartiere storico caratterizzato da edifici in adobe e dall’inconfondibile fascino del Sud-Ovest americano. La serata si vive a piedi, a stretto contatto con la vita locale. Consigliata una sosta all’El Vado Tap Room, microbirrificio ospitato in un iconico motel restaurato della Route 66, uno dei migliori luoghi della città per gustare una birra artigianale locale.
120 km
Giorno 11
Albuquerque - Gallup
La strada attraversa vasti altipiani desertici in direzione di Acoma Pueblo, uno dei più antichi insediamenti abitati ininterrottamente del Nord America, spettacolarmente arroccato sulla sommità di una mesa. Il paesaggio diventa progressivamente più austero e minerale, caratterizzato da grandi spazi aperti e formazioni rocciose imponenti. Lungo il percorso è consigliata una sosta a Grants, conosciuta come la porta d’accesso ai monumenti nazionali di El Malpais ed El Morro, dove campi di lava, paesaggi vulcanici e spettacolari formazioni di arenaria contrastano nettamente con le pianure attraversate nei giorni precedenti. Per il pranzo, il Surf Shack Pizza offre un’atmosfera autentica circondata da insegne al neon d’epoca che richiamano gli anni d’oro della Route 66. A Gallup, la visita al Gallup Cultural Center permette di comprendere meglio il ruolo della città come crocevia culturale del Sud-Ovest americano. Ospitato in un’antica stazione ferroviaria, il centro valorizza la storia e le tradizioni dei popoli Navajo, Zuni e Hopi, ancora oggi profondamente radicati in questa regione. Attraverso esposizioni di oggetti tradizionali, opere contemporanee e documenti storici, viene raccontata una storia di trasmissione culturale, identità e legame con il territorio. Il museo approfondisce inoltre il rapporto complesso tra la Route 66 e le comunità native americane, tra opportunità economiche e trasformazioni culturali. Questa tappa aggiunge una dimensione umana e storica fondamentale al viaggio prima di proseguire verso ovest. Il pernottamento avviene in un antico luogo di riprese hollywoodiane. La hall dell’hotel, decorata con fotografie di celebri attori e attrici, ricorda l’epoca in cui il cinema sceglieva questi paesaggi straordinari come scenografie naturali.
220 km
Giorno 12
Gallup - Williams
Lasciando Gallup alle spalle, la Route 66 attraversa una regione in cui il paesaggio inizia a raccontare un’altra America. Una prima sosta consigliata è a Lupton, presso il celebre Yellowhorse Trading Post, luogo simbolico di incontro e scambio tra viaggiatori e comunità Navajo. Qui si possono trovare gioielli in turchese, artigianato locale e oggetti tradizionali, ma soprattutto si percepisce il profondo legame tra la strada e i popoli che vivono in queste terre da generazioni. La strada costeggia poi il Petrified Forest National Park prima di raggiungere Holbrook, una cittadina strettamente legata alla storia della Route 66, famosa per i suoi motel storici e per l’atmosfera autenticamente stradale che ancora oggi la caratterizza. A Winslow, tappa immancabile all’angolo di strada reso celebre dalla canzone Take It Easy degli Eagles, diventato nel tempo un simbolo culturale oltre che musicale. Il pomeriggio è dedicato al Grand Canyon, la cui scoperta avviene in modo graduale, aumentando l’attesa fino all’apparizione di uno dei panorami più spettacolari del pianeta. Al tramonto, la luce mette in risalto tutta la grandiosità del canyon, confermando perché questo luogo sia considerato uno dei simboli più potenti dell’immaginario del Far West americano. È inoltre possibile effettuare, in opzione, un volo panoramico in elicottero sopra il Grand Cany
350 km
Giorno 13
Williams - Kingman
La giornata inizia a Williams, l’ultima città lungo la Route 66 ad essere aggirata dall’Interstate Highway. Questo dettaglio spiega il forte legame che la città conserva ancora oggi con la Mother Road. La prima sosta consigliata è al Pete’s Gas Station Museum, una stazione di servizio degli anni Quaranta perfettamente conservata che ricorda il periodo in cui la Route 66 scandiva il ritmo della vita quotidiana. Il percorso prosegue poi verso Seligman, spesso considerata la culla della rinascita della Route 66. Fu qui che l’ex barbiere Angel Delgadillo guidò il movimento che contribuì a salvare la storica strada dall’oblio. Il suo negozio di barbiere è oggi una meta di pellegrinaggio per appassionati provenienti da tutto il mondo. Una pausa al Black Cat Café è fortemente consigliata. Questo storico locale, un tempo frequentato da cowboy, ferrovieri e camionisti, conserva ancora un’atmosfera autentica e senza tempo. Proseguendo verso Kingman, la Route 66 attraversa paesaggi sempre più aridi, caratterizzati da lunghi rettilinei e catene montuose che si stagliano all’orizzonte. All’arrivo, la visita al Powerhouse Route 66 Museum, ospitato in una vecchia centrale elettrica, permette di approfondire la storia della Route 66 in Arizona. Per chi lo desidera, è possibile effettuare una deviazione verso Oatman, antica città mineraria oggi celebre per i suoi asini selvatici che passeggiano liberamente lungo la strada principale, ricordando l’epoca della corsa all’oro.
185 km
Giorno 14
Kingman - Las Vegas
Lasciando Kingman alle spalle, la Route 66 si allontana progressivamente per lasciare spazio a una traversata desertica più diretta. I paesaggi diventano sempre più minerali e aridi, caratterizzati dal calore, dai lunghi rettilinei e da quelle atmosfere che hanno contribuito a costruire il mito del road trip americano. Questa tappa evidenzia il contrasto tra l’America rurale attraversata nei giorni precedenti e la destinazione odierna. Las Vegas appare improvvisamente all’orizzonte, come una vera rottura con l’universo della Route 66. La città incarna un altro mito americano: quello dell’eccesso, dell’intrattenimento e dell’illusione. All’arrivo, sistemazione al celebre Caesars Palace, simbolo mondiale di lusso, marmo e spettacolarità cinematografica, perfetta espressione della capacità di Las Vegas di creare mondi immaginari. In serata, è possibile partecipare, su richiesta, a un tour del Las Vegas Strip in limousine, immergendosi nello straordinario spettacolo di luci al neon, casinò iconici e scenografie spettacolari. Questa esperienza di circa due ore rappresenta l’essenza del lusso e dell’eccesso che hanno reso Las Vegas famosa in tutto il mondo, offrendo un autentico momento da “Myth Chaser”. Dopo diversi giorni trascorsi tra grandi spazi e paesaggi naturali, questa tappa rappresenta una parentesi volutamente contrastante prima di ritrovare, il giorno seguente, lo spirito autentico della Route 66.
170 km
Giorno 15
Las Vegas - Barstow
Lasciando Las Vegas alle spalle, la strada si allontana rapidamente dall’animazione urbana per entrare nel cuore del deserto del Mojave, uno dei paesaggi più iconici della Route 66. La prima sosta è ad Amboy, antico punto di ristoro divenuto celebre grazie al leggendario Roy’s Motel Café. La stazione di servizio, il motel e la sua iconica insegna al neon sono rimasti quasi immutati dagli anni Cinquanta e testimoniano l’importanza vitale di questi punti di sosta nel deserto americano. Il viaggio prosegue poi verso il famoso Bagdad Café, reso celebre dal cinema e diventato uno dei simboli più riconoscibili della Route 66 californiana. Isolato nel mezzo del deserto, questo luogo semplice e autentico incarna perfettamente l’immaginario della Mother Road. L’arrivo a Barstow segna la fine della traversata desertica. La visita al Route 66 Mother Road Museum, ospitato in un antico deposito ferroviario, permette di comprendere meglio la storia della strada e delle comunità che ha collegato nel corso dei decenni. In serata, una passeggiata tra le vie della città consente di andare alla ricerca delle ultime insegne al neon ancora accese, preziose testimonianze dell’età d’oro della Route 66.
250 km
Giorno 16
Barstow - Santa Monica
Questa giornata segna l’avvicinamento all’Oceano Pacifico e la conclusione ufficiale della Route 66. Lasciando Barstow alle spalle, il paesaggio cambia progressivamente: il deserto si attenua, le montagne si avvicinano e l’ambiente urbano diventa sempre più presente. Il percorso attraversa San Bernardino, considerata una delle porte d’accesso a Los Angeles. È qui che venne inaugurato il primo McDonald’s, simbolo dell’America moderna nata lungo le strade. Questa tappa permette di comprendere l’evoluzione che ha portato dai motel indipendenti e dai diner tradizionali all’era della grande distribuzione e del consumo di massa. L’arrivo a Santa Monica rappresenta uno dei momenti più emozionanti dell’intero viaggio. La foto sotto il celebre cartello “End of the Trail”, situato sul molo di Santa Monica, simboleggia il completamento della traversata da Chicago fino all’Oceano Pacifico. Il contrasto tra l’immensità dell’oceano e le migliaia di chilometri percorsi conferisce a questo istante un significato speciale. Dopo la restituzione delle moto, il resto della giornata è libero. Potrete scoprire Venice Beach, passeggiare lungo il celebre Sunset Boulevard oppure raggiungere il Griffith Observatory per ammirare la città dall’alto. Los Angeles si rivela così come una città di cinema, immagini e straordinari contrasti.
250 km
Giorno 17
Los Angeles
Oggi è il grande giorno: avete raggiunto l’apice del viaggio! L’ultima giornata a Los Angeles è completamente libera, senza chilometri da percorrere e senza vincoli di percorso. Per la colazione, potrete fermarvi da Cindy’s, un diner rétro aperto dal 1948 che permette di vivere l’atmosfera della Route 66 fino agli ultimi istanti del viaggio. Godetevi le vostre ultime ore in California oppure lasciate che organizziamo per voi una visita guidata finale a Beverly Hills, per immergervi ancora una volta nel fascino e nelle leggende di Los Angeles. Successivamente, trasferimento all’Aeroporto Internazionale di Los Angeles (LAX) per il volo di rientro in Europa. La Route 66 termina ufficialmente qui, ma i ricordi della Mother Road continueranno ad accompagnarvi ancora a lungo.

Le prossime partenze

A partire da 3.855 € /persona
Nelle date che preferisci
Il tuo roadtrip su misura

Dettagli del prezzo

Il prezzo comprende
  • 16 notti in camera doppia presso strutture a 4 stelle
  • Noleggio moto con possibilità di scegliere il modello (oppure SUV su richiesta)
  • Prestito di casco jet e borse laterali per la moto durante il viaggio
  • Chilometraggio illimitato
  • Attività incluse nel programma: biglietto d’ingresso al 360 Chicago Observation Deck, visita guidata a piedi del Loop di Chicago, volo in elicottero sopra il Grand Canyon
  • Assistenza concierge in loco
  • Roadbook cartaceo consegnato direttamente a casa
Il prezzo non include
  • Voli internazionali
  • Pasti e bevande durante il viaggio
  • L’assicurazione moto obbligatoria da stipulare in loco (indipendente dai servizi Planet Ride)
  • L’assicurazione di viaggio facoltativa Planet Ride
  • Mance e spese personali
  • Tutto ciò che non è indicato nella sezione « La quota comprende »

Informazioni importanti

Percorrere la Route 66 da Los Angeles a Chicago significa vivere la leggenda da una prospettiva diversa. Lo stesso nastro d’asfalto, gli stessi luoghi iconici e la stessa sensazione di libertà, ma a un prezzo molto più vantaggioso. Un modo diverso di vivere la Route 66, nelle date che preferite. Perché, in fondo, non conta la direzione del viaggio… conta lo spirito della strada.

Tariffe a partire da:

  • 2 viaggiatori per moto (camera doppia): 2.400 € a persona
  • 2 viaggiatori – 2 moto (camera doppia): 3.800 € a persona
  • 1 viaggiatore per moto (camera singola): 4.800 € a persona

Per noleggiare una moto negli Stati Uniti è necessario avere almeno 21 anni e possedere una patente moto da almeno 2 anni. Per guidare una moto sul territorio americano è riconosciuta esclusivamente la patente di categoria A.

Roadtrip en groupe

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Pagamento rateale senza costi aggiuntivi
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