Camionista di mestiere, musicista per passione, Dennis ha viaggiato in tutta Europa prima di realizzare un sogno d’infanzia: attraversare gli Stati Uniti lungo la mitica Route 66. Racconta un road trip vissuto in prima persona, tra rettilinei infiniti, curve strette di montagna e incontri nei diner. Un’intervista senza fronzoli per chi sogna un itinerario sulla Route 66 in moto. Dal Missouri al Texas fino ai deserti dell’Ovest, spiega ciò che la strada offre e richiede: tempo, attenzione, preparazione e il semplice piacere di viaggiare insieme.
L’intervista
1/ Da dove nasce questo amore per il road trip?
Vivo sulla strada da molto tempo. Il palcoscenico mi ha dato il gusto delle partenze, poi il mestiere di camionista mi ha insegnato la resistenza e il senso delle distanze. Ho percorso Catalogna, Scandinavia, Bretagna, fino ai confini dell’Ucraina. Con il tempo impari a leggere il cielo, sentire il vento laterale e scegliere l’ora per ripartire. La strada è una scuola di pazienza e precisione, e una libertà che si impara.
2/ Quali erano le tue esperienze precedenti di viaggio in moto?
In Sportster scendevo spesso da Parigi a Hyères, poi andavo in Svizzera a trovare la famiglia. Andermatt, Engadina, Cantone dei Grigioni, Liechtenstein, confine austriaco… In tutto, quasi 4.500 chilometri su un anello alpino tra passi scorrevoli e tratti veloci di fondovalle. Giornate calibrate tra 250 e 350 chilometri, dalle quattro alle sei ore effettive in sella, per avere margine in caso di pioggia, lavori o stanchezza. Arrivare prima del buio è la regola che mantengo ovunque.
3/ Perché gli Stati Uniti e la Route 66?
Una storia di famiglia: cugini a New York, in Louisiana, a San Francisco e Seattle. Nel primo viaggio non avevo capito quanta cultura racchiudesse la Route 66. Tornare era naturale. Da solo avevo raggiunto Albuquerque prima di imboccare la Mother Road. Più tardi ho voluto viverla davvero, in gruppo, con un circuito in moto negli USA sulla Route 66 pensato per godersi tappe e soste. La Route 66 in moto è un concentrato d’America: distributori d’epoca, diner, tratti storici conservati e lunghi attraversamenti dove impari a dosare l’andatura.
4/ Da solo o in gruppo?
In gruppo. Per sicurezza e per il piacere di condividere. Viaggiare insieme significa trovare un ritmo comune e avere sguardi che si completano. Ci alterniamo davanti e a ogni pausa controlliamo l’essenziale: carburante, acqua e pressione degli pneumatici. In caso di problemi non improvvisiamo: contattiamo l’esperto locale che segue il viaggio. Su una traversata così, quella presenza cambia tutto.
5/ Il ricordo migliore? E il peggiore?
Il migliore: il tratto tortuoso di Oatman e il Sitgreaves Pass, asfalto stretto, muli a bordo strada e viste sul deserto. Rallenti e respiri. E incontri ovunque persone colpite dal nostro interesse per la loro storia. Il peggiore: una volta ci hanno allontanato da un luogo in pieno pomeriggio. Niente di grave. La Route 66 resta una sequenza di momenti semplici che funzionano bene quando rispetti il tuo ritmo: partire presto, pause ogni 90 minuti, bere due o tre litri al giorno nell’Ovest e fare il pieno prima di un tratto isolato.
6/ Ti piace vivere all’americana?
Ci si adatta. Cenare alle 19 nel Midwest, quando da noi d’estate ci si siede a tavola alle 22… Sorridi e segui il ritmo locale. Sulla strada ho apprezzato la cortesia generale, i limiti chiari e il vento laterale del Texas che ti ricorda di tenere un margine. Una tappa tipica sulla Route 66 alterna due tratti da 150 chilometri con una vera pausa in mezzo: perfetto per un circuito in moto negli USA che rimanga piacevole giorno dopo giorno.
11/ La tua esperienza con il nostro esperto locale?
Solida. La nostra guida era precisa, quasi un capopattuglia, ed era quello che serviva. Una sera ha gestito un cambio di veicolo all’una di notte per aiutare un motociclista. Logistica impeccabile, briefing preciso ogni mattina su meteo, tipo di strada, rifornimenti e possibili deviazioni. È questo che distingue un semplice trasferimento da un road trip scorrevole.
12/ La prossima tappa?
Raggiungere il percorso di Lewis e Clark, risalire verso Sutter e il Klondike, scoprire il New England. In America non mancano strade da tracciare.
Il consiglio di Planet Ride: preparare la tua Route 66
Questa intervista, pubblicata nel 2018, descrive l’esperienza personale di Dennis. Le distanze, le abitudini e gli interventi della guida citati non sono condizioni garantite per una partenza attuale.
Vuoi partire anche tu con una guida? Scopri il circuito guidato sulla leggendaria Route 66 in moto. Consulta programma e servizi sulla scheda, poi fai confermare date, moto e condizioni di partenza prima di richiedere un preventivo.
- Scegli il ritmo delle tappe in base alla tua esperienza e alle visite che desideri fare.
- Verifica condizioni di noleggio, documenti richiesti e assicurazioni con il professionista interessato.
- Fai precisare inclusioni, spese a tuo carico e assistenza prevista.
Hai dubbi sulla formula? La nostra guida ti aiuta a confrontare viaggio guidato e viaggio in autonomia sulla Route 66.